Videosorveglianza Comunale e Intelligenza Artificiale: Equilibrio tra Sicurezza Urbana e GDPR
L’evoluzione tecnologica ha trasformato gli impianti di videosorveglianza urbana da meri strumenti di registrazione post-fatto in piattaforme complesse di intelligence territoriale (sistemi Targa System, lettura targa OCR, analisi video analitica in tempo reale).
Tuttavia, l’impiego di tali tecnologie da parte dei Comuni e delle Forze dell’Ordine deve conciliare le esigenze di contrasto alla criminalità con la tutela della riservatezza dei cittadini, nel rispetto del Regolamento Europeo GDPR 2016/679 e del D.Lgs. 51/2018 (trattamento dati in ambito penale e di Polizia).
I requisiti essenziali per la conformità di un impianto comunale di videosorveglianza comprendono:
- Valutazione di Impatto sulla Protezione dei Dati (DPIA): Obbligatoria prima di attivare sistemi di sorveglianza su larga scala o con analisi automatizzata.
- Trasparenza e Informativa: Cartellonistica d’area aggiornata e posizionata prima del raggio di azione delle telecamere.
- Patti per la Sicurezza ed Interconnessione: Accordi sottoscritti presso le Prefetture per consentire l’accesso diretto ai flussi video da parte delle Sale Operative delle Forze di Polizia a ordinamento statale e della Polizia Locale.
Un approccio rigido alla protezione dei dati non costituisce un ostacolo, bensì la garanzia che la tecnologia rimanga un ausilio trasparente, legittimo ed efficace per la tutela della collettività.






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