Il Daspo Urbano e i Regolamenti di Polizia Urbana: Evoluzione Normativa e Profili Operativi
L’introduzione della misura d’allontanamento e del contestualizzato Daspo Urbano (D.L. 14/2017 convertito in Legge 48/2017, e successive modifiche) ha ridefinito le competenze degli Enti Locali in materia di sicurezza urbana e vivibilità sociale.
L’efficacia operativa della misura poggia su un’architettura integrata che vede collaborare attivamente la Polizia Locale, i Comuni e le Questure:
- L’Ordine di Allontanamento: Contestato dall’agente o ufficiale di Polizia Locale nei confronti di chi impedisce l’accessibilità o la fruizione di infrastrutture di trasporto (stazioni, banchine, parcheggi) o aree individuate dal Regolamento di Polizia Urbana.
- Il Divieto di Accesso (Daspo del Questore): Nei casi di reiterazione o di particolare gravità, il Questore può disporre il divieto di accesso alle medesime aree per periodi da sei mesi a due anni.
La sfida cruciale per le Amministrazioni Comunali risiede nell’aggiornamento dei Regolamenti di Polizia Urbana, che devono perimetrare in modo analitico e motivato le c.d. “zone rosse” o sensibili (scuole, complessi monumentali, presidi sanitari, parchi pubblici), garantendo un solido ancoraggio normativo all’attività contestativa degli operatori su strada.







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